ANCORA IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

Inviato da tiresi | 15 Giu, 2009

 

Leggiamo quanto di calunnioso nei nostri confronti è stato scritto in questi giorni dai circoli napoletani di Iken, ArciLesbica e Arcigay a seguito del Napoli Pride 09 e siamo costrett@ a tornare su una vicenda che sarebbe stato più dignitoso, proprio per queste organizzazioni, dimenticare.
Non ci stiamo ad apparire come quell@ che "sfasciano" i movimenti perchè la verità è ben diversa dalla ricostruzione falsificata dei fatti.


Punto 1) Alla faccia del confronto!...

Premettendo che un confronto, per essere tale, non può svilupparsi verticalmente, facciamo notare che i collettivi femministi Degeneri e Pachamama, a cui fa riferimento la lettera aperta, non sono mai stati invitati alle riunioni organizzative del Pride pur lavorando da anni (come i firmatari della lettera ben sanno) sul territorio napoletano sui temi di genere, dei diritti, della laicità e dell'antifascismo. Inoltre un confronto non può avere come premessa l' appropriazione indebita di una scadenza di cui invece nessun@ è proprietari@! Siamo rimaste esterrefatte quando abbiamo letto la notizia sul sito di Iken della diffida all'utilizzo del nome "Pride" per l'organizzazione di feste ed altro. E' molto difficile equivocare la minaccia ad adire vie legali, pensiamo più che altro che Iken si sia reso conto solo successivamente del gravissimo autogol su un campo da noi sempre contestato, quello della mercificazione di tutto ciò che gravita intorno alla lotta lgbtiq. Noi al contrario siamo quell@ che sin dal primo momento hanno parlato di COPYLEFT PRIDE come soggetti autodeterminati fuori dalle logiche del mercato e sulla base di questo rivendichiamo che il protagonismo di tutt@ vada preso senza chiedere il permesso!

Punto 2) L'organizzazione...

Malgrado queste premesse i collettivi Tiresi@, Degeneri e Pachamama hanno lavorato alla preparazione del Pride con un lavoro capillare e reticolare di informazione e costruzione. Infatti non solo questi tre collettivi hanno partecipato alla costruzione del Pride ma numerose altre realtà sociali e tante altre lesbiche, gay, trans, bi e soggetti queer hanno reso questo solo l'inizio di un'importante percorso, forse del tutto nuovo a Napoli.... Quello che sfugge ad IKen e soci@ che continuano a chiamarci "collettivi studenteschi" (come a voler sottolineare una nostra estraneità dal movimento lgbtiq) è che loro in quanto associazioni non hanno il monopolio a Napoli e in nessun altro posto del "movimento lgbtiq", chi si proclama tale ha piu' probabilmente una difficoltà a decifrare la realtà oltre se stess@. Abbiamo costruito un'assemblea molto partecipata sui temi del genere, della razza e dell'antifascismo, nonché una festa enorme, bella, divertente. Senza queste iniziative il Pride non sarebbe stato visibile a Napoli perchè, dopo essersi appropriati della sigla, IKen, ArciLesbica e ArciGay hanno fatto poco o nulla perchè la manifestazione riuscisse (non un manifesto ma nemmeno un'iniziativa che potesse dare il giusto risalto a quello che doveva essere il primo pride a Napoli degli ultimi quindici anni). Abbiamo deciso di partecipare ugualmente con uno spezzone e una piattaforma nostra perchè convinte che, malgrado le premesse, il settarismo non aggrega e non informa.

Punto 3) Il Corteo...

A) Arrivati in piazza Matteotti gli organizzatori ci avvisano che il corteo subirà la sosta di 1 ora in cui sono stati pensati degli interventi dal loro camioncino per sottolineare il valore antifascista della città... La verità invece la scopriamo solo poco dopo proprio da Iken: bisogna aspettare che una congregazione di gesuiti finisca di celebrare messa...insomma, oltre al danno la beffa!!!
B) Il camioncino che doveva servire come microfono per interventi liberi in realtà non è altro che il luogo dei vari interventi di candidati di partiti politici, collocando in questo modo lo stesso Pride all'interno delle scadenze elettorali. Non abbiamo nulla contro la partecipazione di partiti o gruppi politici alla battaglia contro il sessismo, l'omo-lesbo-trans fobia e il razzismo, ma non accettiamo che il movimento sia strumentalizzato da forze politiche, soprattutto in occasione di scadenze elettorali e non possiamo non denunciarne l'ambiguità!
C) Iken, ArciLesbica e Arcigay hanno mantenuto in tutta la vicenda un atteggiamento aggressivo, maschilista e fuori da ogni possibilità di confronto politico: oltre all'epiteto "fascista" più volte indirizzatoci, alcune di noi si sono sentite rifiutare l'interlocuzione da Iken con l'argomento che le donne parlano con le donne e gli uomini con gli uomini.
D) Alla fine di tutto questo percorso è normale e comprensibile che il nostro spezzone di corteo abbia voluto continuare a comunicare con propri interventi e non si sia voluto piegare alle richieste assurde di tacere e di consentire solo ad un camion (quello degli organizzatori e dei candidati) di poter intervenire. Le voci si sono ovviamente sovrapposte ma non al punto da non poter ciascuno dire ciò che voleva alla sua parte di corteo, in cui il nostro spezzone rappresentava una parte significativamente numerosa e attiva.
E) Nella più generosa delle ipotesi possiamo attribuire ad inesperienza o pochezza politica la reazione del servizio d'ordine del Pride nei confronti del nostro spezzone. Coloro che ricostruiscono questo falso racconto non dicono la cosa più importante, che con metodi a metà tra buttafuori di locali notturni e corvi sulla spalla, dopo esserci stati addosso con un atteggiamento volutamente ostile, hanno strappato il nostro striscione in piazza Matteotti determinando così (loro!) uno strappo con il movimento e con uno spezzone che fino alla fine ha cercato in tutti i modi di non raccogliere provocazioni.

Non vogliamo più prestare il fianco a sterili botta e risposta.
Chiariamo un' unica volta la nostra posizione e andiamo avanti, sempre in direzione ostinata e contraria convint@ del buon lavoro che abbiamo prodotto e di tutto quello che c'è ancora da fare.


SPEZZONE ORGOGLIOSAMENTE ANTIRAZZIST@ ANTISESSIST@ ANTIFASCIST@

orAscopo-oroscopo sovversivo

Inviato da tiresi | 31 Mag, 2009



*pecorella depilata
Ti senti un po' smarrita in questi giorni? E' chiaro! Non hai il permesso di soggiorno, e nemmeno le tue figlie che sono nate in Italia. Il nostro consiglio è di lottare e non avere paura di fare paura. Diritto di cittadinanza e nessuna frontiera è la soluzione più auspicabile. 

 
*mucca pazza
Amica, se ti senti ricattabile sul posto di lavoro è perché lo sei davvero: il tirocinio è schiavitù e lo è tutto il lavoro non/mal retribuito! Organizzati con le altre lavoratrici e tirocinanti e rapisci il padrone. Vedrai che andare al lavoro sarà un piacere! 


*gemelle ri-belli
La vostra transizione sta per cominciare. Nei prossimi giorni sentirete una forte necessita di disintegrare le binarieta del genere e performare tutte le vostre favolosità. Psichiatrizzazione, sterilizzazione, discriminazione: queste sono alcune delle trappole e dei ricatti che incontrerete, ma l’oppressione vi renderà uomini forti capaci di ribellarsi.
orgoglio f to m!


 
*cozza
Non hai borse di studio, ma una casa fatiscente? Sei precaria e i baroni dell'università non fanno che renderti instabile? Non hai tempo per vivere? Ribellati contro il classismo e il razzismo e il sessismo e la transfobia e la lesbofobia e l’omofobia dell’universita. Ti consigliamo di partecipare subito e creare un’università laica, orizzontale e per tutte. Il corpo è in balia delle onde. Cavalca quella anomala. 


*leonessa 
Ti senti frustrata perchè i maschi si prendono il merito per il cibo per cui hai lavorato tutto il giorno? I leoni ti picchiano e sono violenti? Ruggisci la tua rabbia e smetti di prendertela con le tue amiche iene staliniste lesbiche separatiste. Collettivizza la tua rabbia. Insegna ai leoni che il leaderismo è controrivoluzionario e uccide il movimento. 


 
*verginello 
Il sesso sicuro non è solo penetrazione, fortunatamente. La fantasia e la voglia di sperimentare sono più che meravigliose. Magari inizia col rimming (usa la diga dentale, tesora),ma è tempo di rivoluzione anale. Orgogliosamente passivi, orgogliosamente grassi e orgogliosamente effemminati. Mi raccomando, sempre sesso sicuro, profilattici e lubrificante a base acquosa. Vaffanculo? Sicuramente. 

 
*bilancino da fumo 
Sei bisessuale e per la legalizzazione delle droghe e tutte lo sanno o quasi…non resta che dirlo ai tuoi genitori e alla tua nonna favolosa! Il tuo modo di scegliere in base alla persona che hai difronte e non in base al suo genere è sovversivo e per questo ti adoriamo, ora spogliati pero (e falla se 'a tieni).
 
 
*scorpiona liberata
Preservativi e dighe dentali costano troppo o non si trovano ? il tuo medico è un obiettore , ti chiede i documenti per decidere se visitarti o denunciarti, ti fa insinuazioni discriminatorie? Sputagli in faccia !!! La salute è un diritto, non aver paura di pretenderlo. Combatti queste strategie per ricattarti e controllare il tuo corpo. 
A-Auto-Autodetermnate. A-Auto-Auto-organizzate. 

 
*centaurella amazzone vestita di rosso
Se sei incinta, non vuoi avere figli e sei in italia, sara difficile. Se vuoi averlo e non sei eterosessuale in 'coppia' come dicono loro, anche. Se capita, speriamo che sia femminista, o che non ci sia di nuovo il medico obiettore stronzo. In un paese dove il diritto all’aborto viene rimesso in discussione, e dove il vaticano attacca quotidianamente i nostri corpi, la laicità sarà l' unica salvezza. 



*capra cornuta 
Sei cornuta ? Dalla monogamia e dal patriarcato potrai emanciparti semplicemente accettando che l' unico corpo che ti appartiene è il tuo. Sicuramente la fedelta e l’astinenza non prevengono le mts come l’aids, e avere rapporti con tant* partner, se protetti e consapevoli, ti fara felice e bella e ti libererà.



*acquaria  temeraria
Sei una sexworker autodeterminata specializzata nello squirting. La tua perfomance più famosa è  'Una sirena a Manhattan'; anche se ti vogliono male gli eterofascisti, gli sbirri, i ministri, e il vaticano, non avere paura di adescare diritti: rivendica il diritto alla assistenza sanitaria, alla previdenza sociale, al rispetto. 


 
*pescia internazionale  
Sei aggraziata e ipnotica come una carpa intersessuale che volteggia nelle acque dei piccoli ruscelli di un giardino zen. Non sei sola. Non credere a quel medico obiettore stronzo che ti obbliga a scegliere uno tra due generi. Performa il tuo genere e sii mitica come piace a te , liberazione ed educazione sessuale contro violenza e oppressione sui nostri corpi. 



orgogliosa-mente antirazziste*antisessiste*antifasciste

Inviato da tiresi | 23 Mag, 2009


Orgogliose di cosa?


Di non fare parte di quell'unica minoranza ricca maschia bianca eterosessuale cristiana e in buona salute che detiene il potere e che produce crisi.


Siamo lesbiche femministe trans donne, disoccupate, froci, frocie, sieropositive, lavoratrici, migranti, studentesse, puttane, precarie&rappresentiamo la realtà politica antifascista, antirazzista, antisessista napoletana.


Il 30 maggio si terrà a Napoli il pride organizzato dalle associazioni culturali e dalle lobby gay. Alcuni interessati alla solita speculazione commerciale, altri ad utilizzarlo come passerella elettorale. Lo stesso giorno a Roma si terrà il summit del G8 su crisi sicurezza e migrazioni.


Quel giorno non resteremo a guardare: scenderemo in piazza e lotteremo tutte per rivendicare i contenuti politici di cui il pride non può fare a meno.

Siamo il pride antifascista:


soprattutto ora, che la solita oppressione si trasforma in repressione e viene istituzionalizzata per legittimare la risposta reazionaria alla loro crisi. Le ronde, le leggi razziali, la disuguaglianza dei diritti, lo smantellamento della sanità pubblica e la privatizzazione delle università, il controllo dei nostri corpi. A tutto ciò il vaticano fornisce la legittimazione culturale fondata sul quell' ordine naturale e morale, che colpisce i nostri corpi e la nostra possibilità di autodeterminarci.


Siamo il pride antirazzista :


nel paese dei rimpatri, dei centri di identificazione, permanenza e di espulsione, siamo sicure che per difendere i diritti di tutte contro la violenza (sui corpi e sull'autodeterminazione) -risposta reazionaria ad un senso di insicurezza che pervade e legittima ronde e aggressioni- bisogna togliere le maschere una volta per tutte. Ora che la destra istituzionale utilizza tutte le idee di quella estrema, bisogna ripetere che l’immigrazione per noi non è un problema ma una ricchezza, che il neo-colonialismo e lo sfruttamento che ne dipende ci fa schifo. Vogliamo l’apertura delle frontiere e cittadinanza per tutte; le nostre diversità sono la nostra forza.
 

Siamo il pride antisessista:


Femministe e queer vengono dalla stessa lotta - anche se pare che gli organizzatori del pride lo vogliano ignorare- perchè il sessismo è l’oppressione sistematica che ci colpisce tutte, sempre.

« Sei un uomo/sei una donna » a questo rispondiamo : siamo quello che ci piace, non ci fidiamo della « natura ». Al ruolo imposto dall' etero-patriarcato, quello della bella casalinga eterosessuale procreativa, quella che sa fare il cibo e lavare i bambini, cosi carina, calma e accondiscendente, ci opponiamo. Così come ci opponiamo alla strumentalizzazione commerciale pubblicitaria del corpo della donna e del nostro pride.

Orgogliose di essere femministe, incazzate, militanti, rumorose. Non avete ancora capito?

NON ABBIAMO PAURA DI FARE PAURA.


Ora che qualunque differenza è utile per discriminare, escludere dai dirittti e reprimere noi ci sentiamo tutte sulla stessa barca, anzi, sullo stesso barcone. È per questo che chiediamo a tutte di unirvi a noi per non lasciare che ci respingano e per continuare a remare in direzione ostinata e contraria.

Vi chiediamo di firmare il nostro appello.

Vi invitamo ai workshop del 28 maggio per discutere di antifascismo viola, performare il genere, salute delle donne,prevenzione e malattie sessualmente trasmissibili.

Vi chiediamo di unirvi a noi nella festa di autofinanziamento che seguirà, ma soprattutto

di scendere in piazza insieme a noi il 30 maggio


Femministe, queer, antifascite, antirazziste, antisessiste. Insieme, e troppe orgogliose.


Collettivo Tiresi@ , collettivo DeGeneri, collettivo Pachamama, Le pulci nelle recchie, collettivo Napoli Internescional, Attac Napoli, Laboratorio Occupato Insurgencia, C.AN.NA. collettivo antiproibizionista napoletano, Spazio sociale Parco San Gennaro, Orientale 2.0 in Onda, Radio Vostok, ...



Idaho (International Day Against Homophobia)

Inviato da tiresi | 17 Mag, 2009

 domenica 17 maggio 2009:

ANCORA UNA VOLTA

NON FESTEGGEREMO, NON PREGHEREMO,NON ANDREMO A MESSA, NE' TANTO MENO PORGEREMO L'ALTRA GUANCIA!

OGGI, PUBBLICAMENTE,
RICORDIAMO   LE VIOLENZE SUBITE, GLI INSULTI, LE DOMANDE STUPIDE , LE BATTUTE DI MERDA , GLI SGUARDI TORVI !
 

RICORDIAMO TUTTE LE LESBICHE STUPRATE PER CONVERTIRLE ALLA NORMALITA',. RICORDIAMO LE TRANS AMMAZZATE PER STRADA NELL'INDIFFERENZA GENERALE. RICORDIAMO I FROCI MALTRATTATI DAI FAMILIARI E GETTATI IN STRADA A 16 ANNI.

 COME SI PUO' DIMENTICARE?

  La lesbofobia uccide.
  La transfobia uccide.
  L’omofobia uccide.

Lo sappiamo. Non lo dimentichiamo.

 

 Eccoci! Belle, incazzate, pronte a lottare, a difenderci contro ogni forma di violenza sui nostri corpi e sulla nostra possibilità di autodeterminazione. Contro la trans/lesbo/omofobia ci siamo, sempre, ogni giorno, ogni ora. Sempre.

Dappertutto.  Al lavoro, all’università, a casa, per strada e in piazza. Anche nel movimento antifascista se c’è bisogno. Contro la chiesa e contro lo stato che discrimina.

Non abbiamo paura di fare paura!

Vogliamo uguaglianza nei diritti, vogliamo dignità e rispetto, vogliamo visibiltà e libertà.

 
Compagne, la lotta va avanti, e c’è tanto da fare.

Ci siamo!

 E soprattutto non siamo sole.

Femministe.

Antifasciste.

Antirazziste.

Anticapistaliste.

Libere.

Autodeterminate.

 

BonTon dell’Antifascista

Inviato da tiresi | 25 Apr, 2009



piccolo breviario di consigli per la buona educazione dell’antifascista


 L’antifascista nei cortei

Un antifascista coi fiocchi, quand'è a un corteo, tieneben presente che non tutt@ sono cintura nera e settimo dan di jujitsu enon mette in pericolo pacific* manifestanti facendol* trovare nel mezzodi un campo di battaglia, perché un antifascista sa che è del fascistala forza dei muscoli e dell'antifascista la forza delle idee. Unantifascista coi fiocchi sa di certo che la lotta corpo a corpo èplausibile, perché sono proprio i fascisti a cercarla e certamente nonporgerà l'altra guancia, l'antifascista sa resistere, ma sceglierà ilmomento e il luogo giusto permettendo a chi sa essere antifascistasenza sentirsi un hooligan di manifestare il suo antifascismo. Ilrisultato sarà sorprendente, si potrà manifestare sempre più numeros*senza disperdere nessun* de* compagn* (a quello ci pensa la polizia).Un antifascista coi fiocchi, quando intona i suoi cori allemanifestazioni, è consapevole che è meglio riservare allo stadio i corida stadio (si chiamano così per quello) e cerca nel profondo della suafantasia il modo più creativo per gridare a gran voce le proprie ideesenza riciclare cori che proprio dai fascisti sono stati ideati… (siconsiglia di leggere con attenzione la parte sul linguaggio per capirecome). Un antifascista coi fiocchi non storce il naso o non guarda inmalo modo quegli enormi volatili che gli cornacchiano a fianco duranteun corteo, quando in realtà questi rapaci sono compagne e compagni benorganizzati e creativi; sarebbe un buon passo verso l'attuazione dipratiche antifasciste, sorridere e felicitarsi per quell'estensionedisgraziata e graffiante delle compagne e dei compagni e magariaccennare o provare ad accennare un gracchio: questo sì che è uncomportamento antifascista. Quando viene organizzato un momento distudio o di approfondimento sulla memoria, come quello sulla resistenzaa giurisprudenza sarebbe antifascista mischiare accuratamente gliinterventi e non lasciare quello delle “minoranze” (che minoranze nonsono) alla fine, ovvero quando tutti vanno via o quando il livello diattenzione è bassissimo. Un buon antifascista chiede consiglio a chi èesperto per le occasioni speciali, manifestazioni e feste, su cosaindossare, magari avanzare la scelta di capi e colori più audaci,chiede aiuto per il trucco per essere visibili, divertiti eappassionati!




Salute e bellezza dell’antifascista

Amic@ antifa... Sei già bell@ dentro, lo sappiamo tutt*…sei femminista, antirazzista, anticapitalista, antisessista… E pertutto ciò sei già favolos@, è importantissimo dirlo. Ma non èsufficiente… Non lasciare le/gli altr* essere bell* al tuo posto.

Ecco le tendenze del 25 aprile 2009:

La prima regola è che non ci sono regole. Divertiti,sorridi, godi un po'… Ti giuro sullo style di Coco Chanel che tisentirai ancora più splendid@. La Moda? Ma chi se ne frega… La paroladi (dis)ordine è SII CREATIVA; facci sognare un po', e non avere pauradi fare paura, il ridicolo non uccide. Prendersi sul serio è troppoanni2000. Poi, non lo diremo mai abbastanza: devi prenderti cura di testesso. Devi essere solidale col tuo corpo, perché lui ti vuole bene…

Compagn*, il sesso sicuro è molto molto attuale.Bisogna ripeterlo di nuovo? Il sesso sicuro è molto molto di tendenza.Il sesso sicuro ti fa e ti farà bene… sempre. Non lo si può negare,quindi non ascoltare MAI gli stronzi che ti dicono il contrario; non nesanno niente né della salute e della bellezza antifascista, né delsesso.

Un'altra cosa che ci piace sempre è il movimento dellasinistra per una pelle sana: una doccia ogni tanto, un po' di sport,verdure per pranzo… Prova a non bere tutte le sere (lo so, èdifficile). Una volta all'anno, vai dal medico, due volte all'anno faiun test HIV-epatite-sifilide (se hai dubbi, fallo immediatamente). E ilkarma baby, il tuo corpo te lo restituirà.

Ma la bellezza antifascista non è soltanto una questioneestetica. È un fatto di respirazione, Darling, di attitudine… Devisapere che per essere chic c'è bisogno di molto rispetto. Per se stessie per le/gli altr*. Per esempio, non si chiede MAI il genere a unapersona. Se non riesci a scoprirlo, serba le tue domande per te, se nonvuoi sembrare completamente "has been"… E la stessa cosa vale perl’identità sessuale, l’origine etnica... Credimi, non si fa. Ascolta unpo' le/gli altr*, dimostra pazienza e simpatia, e resisti, sempre,quando è necessario. Ecco la chiave della stagione per la bellezza inuna società antifascista.


L’antifascismo nel linguaggio

Un antifascista che si rispetti deve scegliereaccuratamente il linguaggio che adopera. Deve fare attenzione acalibrare il registro sulle persone che ha di fronte: per i nemici sonoconsigliati insulti, offese, ingiurie. La lingua italiana ne permetteun vasto uso, anche di regionalismi. Il problema che si deve porrel'antifascista rispettoso e beneducato è se la parola che sta usandosia o meno un insulto. Facciamo un esempio: "La ministra Gelmini è unaputtana". Puttana è un'operatrice del sesso, è colei che vende le sueprestazioni sessuali per professione. In ciò l'antifascista rispettosonon dovrebbe vedere un insulto, questa frase dovrebbe avere lo stessopotere offensivo di, ad esempio, "La ministra Gelmini è unafruttivendola" o "La ministra Gelmini è un'hostess". Quindi èconsigliato evitare tutta quella gamma di espressioni che usano unaprofessione come insulto. Un'altra cura che deve avere l'antifascistaconsapevole è rendersi conto che le pratiche sessuali e gliorientamenti non costituiscono un'offesa. Dire che "La ministraCarfagna è una troia" perché si ritiene che abbia una vita sessualeparticolarmente attiva non è carino; il fatto che usi il suo corpo perfare carriera è un altro discorso, è colpa del clientelismoberlusconiano e non riguarda il bon ton dell'antifascista. La vitasessuale dei nemici non ci deve interessare. Quindi fate attenzione anon usare, come insulto, termini quali troia, baldracca, rottinculo,piglianculo, succhiacazzi, ricchione e via dicendo.

Un'altra categoria da non usare come offesa è quella deidiversamente alti (attenzione a come usate la parola nano): ci sonocompagn* che per un motivo o per un altro sono alti quanto Berlusconi oancora meno e meritano ugualmente rispetto ; essere in buona salute erivendicarlo con orgoglio non vuol dire essere antifascista.

Ultima chicca, car* antifascista: di tanto in tanto,prova ad ammodernare quest’antica grammatica della lingua italiana: usacon attenzione e garbo i generi. Non imporre il tuo maschiledappertutto. Ad esempio, se sei uomo e attorno a te ci sono diversecompagne, prova a dire: “Siamo belle e siamo incazzate”. Sperimenta lalotta anche nella lingua.

Sappiamo che vi sentirete scomodi e imbrigliati dopoaver letto questo breviario di buona educazione, questo è l'effettodella raffinatezza. Ma sappiamo anche che con pochissima attenzionediventerete degli ottimi antifascisti rispettosi, e saprete usare lavostra infinita fantasia per trovare l'insulto del futuro. L'importanteè svincolarsi da quello sessista del passato.

Questione di classe (edella sua lotta).

25 Aprile 2009

LE/I SEX WORKERS NON HANNO PAURA DI FARE PAURA NEMMENO IN TURCHIA.

Inviato da tiresi | 4 Mar, 2009

OGNI ANNO IL 3 MARZO IN TURCHIA LE SOGGETTIVITA' AUTODETERMINATE DIMOSTRANO LA LORO FORZA CHIEDENDO A VOCE ALTA DIRITTI PER LE/I SECS WORKERS

 LA STESSA LOTTA CHE CI HA VIST@ A ROMA AD "ADESCHIAMO DIRITTI" UNIT* CONTRO LA CARFAGNA E I SUOI CRIMINALI PROVVEDIMENTI.

LA NOSTRA SOLIDARIETA' VA ALLE COMPAGNE E AI COMPAGNI CHE DIFENDONO I DIRITTI DI NOI TUTT*, LA LIBERAZIONE DEI NOSTRI CORPI, DIMOSTRANDOCI CHE UNENDOCI NELLA LOTTA POSSIAMO ESSERE PIU' INCISIV*!

GIOIE, INSIEME A VOI APRIREMO I NOSTRI OMBRELLI ROSSI        SUSMAYACAĞIZ!!

NON ABBIAMO PAURA DI FARE PAURA

Inviato da tiresi | 27 Feb, 2009

Il 14 febbraio 2009, Tiresi@ era alla NO VAT per contro-celebrare gli ottanta anni trascorsi dai concordati tra Benito Mussolini e papa Pio XI, eravamo lì per chiedere la cancellazione dei Patti Lateranensi, per rivendicare l’autonomia decisionale rispetto ai condizionamenti morali e ideologici con cui le alte gerarchie vaticane influenzano la società e le istituzioni, rafforzando politiche familiste e proibizioniste che si ripercuotono sulla nostra possibilità di scegliere.
Questa piattaforma, nata per volontà di diverse associazioni e collettivi che si sono uniti nel coordinamento FacciamoBreccia, è partita da piazza della Repubblica proseguendo in danza e in lotta per via Cavour, Fori Imperiali, via delle Botteghe Oscure concludendosi con l’arrivo in piazza Campo de’ Fiori.



La manifestazione s’è svolta gioiosa e ridente, nonostante quanto accaduto a Mega -Movimento Emergente Giovani Anticlericali-, che a causa di uno striscione recante la scritta «Ratzi-nazi» e di un cartello con l’immagine del papa con tanto di svastica e baffetti alla Hitler, ha passato brutti momenti con le forze dell’ ordine. Le/i manifestanti, unit* e solidali, hanno impedito che durante il corteo ci fossero tensioni, ma alla fine, in piazza Campo de’ Fiori, lo striscione incriminato è stato sequestrato ed è scattato il fermo di una militante accusata di vilipendio a capo di stato estero. Noi invece accusiamo il pastore tedesco rabbioso di vilipendio alla nostra autodeterminazione e i suoi scagnozzi di negazionismo. Infestano le nostre università con la pretesa di insegnarci la loro verità, provano in continuazione a farci sottostare alle loro verità dogmatiche, sperando di essere più forti del nostro senso critico, ma si sbagliano!

In occasione della visita di Ratzigner a Napoli , il cardinale Sepe dice: "La visita del Papa a Napoli servirà a fugare il senso di smarrimento nei tanti problemi sociali e permetterà di rilanciare una pastorale incentrata sulla persona umana". Lo stesso smarrimento provato da* 93 immigrat* che occupando pacificamente il Duomo per rivendicare il diritto a un alloggio dignitoso, dopo che le loro case erano state bruciate, sono stat* aggredit* e selvaggiamente pestat* dalla polizia chiamata dallo stesso Sepe.
E sempre a Napoli la curia s' invischia nella questione rifiuti, speculando sulla salute de* cittadin*, premendo per i propri profitti in quanto proprietaria della cava di Chiaiano, facendo grandi affari con lo statO e con la camorra.
È Napoli ancora quella città in cui politici e giornalisti hanno taciuto omertosamente i due gravi episodi di violenza su transessuali, il primo accaduto a fine novembre, quando una transessuale è stata aggredita verbalmente e fisicamente su un autobus. Il secondo, a gennaio, dove un'altra trans extracomunitaria è stata ammazzata con un colpo di pistola alla tempia. La transfobia trova il suo concime ideologico proprio in quel vaticaNO che fornisce idee di scontro tra civiltà e ordine naturale, proclamando l'assoluzione e la motivazione per le ronde che ristabiliscono l'ordine di dIo, come in cielo così in terra, a suon di lame e cinghiate contro donne, trans, lesbiche, immigrat*,  gay, <<zecche>> e militant*; ovvero paragonando i "gender studies" all'inquinamento atmosferico e alla distruzione delle foreste tropicali, dicendo che la difesa dell'eterosessualità e del dualismo uomo/donna basato sull'ordine naturale è necessaria e urgente almeno quanto la salvaguardia dell'ambiente. Ma non si tratta soltanto di legittimazione ideologica, di violenza e di intolleranza; si è visto che questo vaticaNO ha enormi tentacoli in tutte le istituzioni, da quelle statali, all'unioNe eurOpea, fino all' ONU. È infatti in questa sede istituzionale che il portavoce del vaticaNO ha fatto pressione affinché non venisse depenalizzato il reato di omosessualità, dicendo che se ciò accadesse sarebbe come mettere alla gogna e discriminare quei paesi che lo prevedono! Nel paese in cui viviamo sentiamo ancora di più il peso delle gerarchie fasciste WatiCane che partecipano alla gestione dei CPT (ora CIE, un acronimo troppo simile alla CEI!), che lucrano in nome di un bene ultraterreno sui beni pubblici, che contribuiscono allo smantellamento dell'istruzione pubblica a favore delle proprie scuole e università e che si accaniscono con violenza sui nostri corpi, viventi o morenti.

“Ratzinger può stigmatizzare e criminalizzare chiunque voglia autodeterminarsi, ma non è permesso esprimere alcuna critica alle sue parole”
Nessuno tra i media ufficiali ha dato risalto alla manifestazione che poteva offendere i benpensanti e la loro inerzia mentale. Di questo non ci stupiamo.

AUTODETERMINAZIONE LAICITA' ANTIFASCISMO LIBERAZIONE CITTADINANZA      è la nostra risposta.

ECO RIFFA QUEER ESTRAZIONE PRO NOVAT

Inviato da tiresi | 6 Feb, 2009

In occasione dell' ECOBALLO @ palazzo Corigliano, per sostenere la NOVAT, è stata organizzata una riffa, con ricchi premi e cotillons

ecco le/i vincit[ori/rici] 

terzo premio

ECO QUEER

biglietto estratto numero 05 (vincitrice VERA Degenere)

 

secondo premio

PIGNATTA CONTRO L'OPPRESSIONE SUI CORPI

biglietto estratto numero 52 (vincitore MARCO ESPOSITO)

 

primo premio

UNA NOTTE INDECENTE

biglietto estratto numero 68 (vincitrice ALEXIA

 

Vera, Marco e Alexia avete fino al 9 febbraio per farvi sentire, scrivendo un commento qui sul blog o inviando una mail a tiresi@email.it e lasciando un vostro contatto. Altrimenti, se un vincitore non reclama la sua vincita, verrano ri-estratti i premi.   

 

NO VAT: "Papa, se non ti spapalina il vento, ti spapalina il movimento!"

Inviato da tiresi | 26 Gen, 2009

per informazioni e adesioni

www.facciamobreccia.org

tiresi@email.it 

fuori i preti dalle (nostre) mutande!

Inviato da tiresi | 17 Gen, 2009

 

PON PON e DISTR-AZIONI

Inviato da tiresi | 16 Dic, 2008

Con quattro giorni di ritardo ecco una testimonianza della distr-azione in ponpon-queer (o cheerqueer). Anche nel corteo dello sciopero generale (e generalizzato) del 12 dicembre abbiamo gridato e danzato, sempre in fuxia e in nero, contestando la polizia per la violenza usata sui corpi e le presenze dissidenti (l'ultima volta è successo in Grecia) e contro il governo e i simboli del capitalismo, per la violenza usata sui lavorator* e le individualità.   

 

grazie a Chiara Siani per la foto degenere 

  

grazie a fede per la foto 

ADESCHIAMO DIRITTI

Inviato da tiresi | 14 Dic, 2008

anche io sono una puttana  Eravamo tutt@ a Roma, Sabato 13 Dicembre, per "ADESCARE DIRITTI". Al fianco delle/i SEX WORKERS contro il ddl Carfagna, inventato per produrre violenza, coerentemente con le scelte politiche di questo governo completamente "eteronormate".

  Ci siamo interrogati sulla prostituzione, sulla sua criminalizzazione, sui falsi moralismi connessi ad essa, scoprendo la complessità di questo fenomeno, continuamente affrontato in maniera riduttiva e moralistica; le voci delle persone che la praticano non sono ascoltate, le/gli operat[rici/ori] del sesso vorrebbero vedere le proprie esistenze tutelate da diritti concreti e protette dalle violenze e dallo sfruttamento di chi pratica la schiavitù e di chi vive obnubilato dall' ignoranza. Non è un  >paese LAICO< lo Stato in cui viviamo. La risposta delle istituzioni, attraverso proposte di legge come questa, è nascondere le reali problematiche connesse a questo fenomeno, facendolo apparire come un problema di decoro pubblico, spazzandolo sotto il tappeto come un mucchio di polvere sconveniente da vedere e mettendolo fuori legge.

I provvedimenti del  ministro Carfagna, considerato da noi burattino nelle mani di un manovratore scaltro, donna NON autodeterminata, che veste panni da uomo per esercitare lo stesso potere violento e asfissiante, fallocentrico, non può essere giudicata e controbattuta con la banale polemica riguardo i suoi calendari, ma attraverso i contenuti politici apportati: niente di sensato, nuova propaganda.        A noi non interessa a chi fa i pompini (come pretendiamo che non interessi a lei sapere a chi e se li facciamo noi), vorremmo anzi che la sessualità fosse intesa come possibilità di autodeterminazione e non come spauracchio per un puritanesimo imperialista.

 La proposta più intelligente (finora inascoltata) che è venuta fuori in questa giornata di lotta e di festa (nemmeno l' alluvione ha potuto fermarci) è quella di costituire un tavolo di discussione, in cui i/le SEX WORKERS e le associazioni che le/li rappresentano possano trovare una soluzione, non a quel decoro invocato quasi in nome di dIO, ma alla precarietà delle esistenze di chi si trova a fare o a scegliere di fare questo tipo di lavoro.

  Perché "Anche io sono una PUTTANA"?                                    La risposta è spiazzante, significativa e logica. Finché i potenti se la prenderanno con le "puttane" se la prenderanno con tutt@ noi e con la possibilità di scegliere per noi e di disporre liberamente dei nostri corpi.

Perciò anche questa volta non possiamo, non vogliamo tacere, augurandoci che la discussione possa espandarsi anche in quegli spazi incontaminati, in cui queste questioni assumono i connotati a volte di un folklore dalle tinte un po' pastello, altre della violenza generata dal sessismo e dall' assenza di laicità.

 Non si possono non ringraziare tutt@ quell@ che hanno partecipato che abbiamo incontrato con cui abbiamo condiviso questo momento prezioso di lotta, in particolare le preziose gioie dell'ATN-Associazione Transessuali di Napoli, che hanno reso possibile arrivare a Roma con pochi sforzi, con grazia e con stile e con le quali abbiamo condiviso anche un personalissimo e indimenticabile percorso di crescita personale.  merci mesdames

SIAMO TUTT@ TRANSESSUALI!

Inviato da tiresi | 8 Dic, 2008


Rosa e fucsia, col sole e sotto la pioggia sugli autobus a Napoli: piazza Cavour, piazza Dante, via Foria, piazza Carlo III, piazza Garibaldi, corso Umberto I, piazza Municipio, via Medina hanno visto passare i mezzi di trasporto urbano pieni di tutta la forza necessaria a gridare il dissenso, a urlare la ferma opposizione alla violenza legittimata dalla politica parlamentare. 


 
 

Sabato durante il TRANSBUS day i/le passeggere/i dei mezzi di trasporto urbano sono state travolt* da ondate di fucsia e di rosa,dalla tonalità accesa di quella forza di chi ha da dissentire ad alta voce, da chi protesta contro le condotte e le pratiche fobiche, sessiste e violente, che purtroppo ancora uccidono e incutono timore. Il contatto con le persone in viaggio è stato diretto, scandito dall'energia e dal sostegno che piano piano abbiamo raccolto.
Abbiamo scoperto che gli/le abitanti di questa città, fin troppo spesso scenario di abusi, sono ben disponibili ad ascoltare una voce leggermente diversa dalla solita prospettiva offerta dai più diffusi mezzi di comunicazione. Non sempre è facile entrare in comunicazione dall'inizio con chi ci vedeva colorat* e rivoluzionari/e, appendendo drappi fucsia sui pullman, diffondendo volantini con impressa la richiesta d'attenzione, che i moralismi e le assurdità vengano meno.
 
 
 

VOLANTINO per il TRANSbus day

Inviato da tiresi | 3 Dic, 2008

Questo è il volantino da copincollare, impaginare un po’, stampare e distribuire durante il TRANSbus day, giorno in cui chiunque è invitato a salire sugli autobus indossando capi d’abbigliamentoo accessori rosa o fuxia, per denunciare la violenza contro le/i trans e la transfobia, che per l’ennesima volta colpiscono a Napoli (ecco il link della notizia http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=36091&sez=NAPOLI).

Siamo anche tutte/i invitate/i a vestirci come ci pare, da donna o da uomo non importa. Importante è il fuxia. E l’azione.

 

CONTROTRANSFOBIA E VIOLENZA SU TRANSESSUALI

 

TRANSbus day

sabato6 dicembre, Napoli

 

23novembre 2008 h 00.30, piazza Garibaldi (Napoli): una transessuale napoletana vieneinsultata e picchiata su un autobus da un gruppo di ragazzi, nella totaleindifferenza dei passeggeri e dell’autista

 24novembre 2008 h 4.30, via Ribes (Roma):una transessuale brasiliana viene uccisa con una coltellata al torace

 25novembre 2008 h 00.44, Cayo Paloma (Honduras): Vladimir Luxuria vince l’Isola dei Famosi

 

InItalia una trans (ex-parlamentare) vince un reality show, e nella stessasettimana si registrano aggressioni a Napoli e a Roma. Nel falso clima diapertura e opportunità si perpetua la violenza e la discriminazione controsoggetti i cui diritti vengono continuamente violati. L’utilizzo della forzacome mezzo di repressione e d’annientamento dell’esistenza e dell’identitàdifferente è tipica della nostra società e dell’attuale governo. Davanti a ognitipo di sopruso la responsabilità individuale e collettiva è quella di nonstare zitti, di agire.

 Discriminazione e violenza riguardano inmaniera diversa tutte/i, trans, lesbiche, donne, gay, bisex, immigrate/i, prostitute – ricordiamo che ilddl Carfagna finirebbe per ghettizzare ulteriormente le prostitute e chi èvittima dello sfruttamento della prostituzione, preoccupandosi piùdell’immagine e della pulizia delle strade che delle persone.

 

Per questo oggi sull’autobus siamodissenzienti e in rosa, e non stiamo zitte/i.

 

Non abbiamo paura di essere presenti evisibili, con le nostre splendide differenze. Orgogliose/i di essere trans,lesbiche, donne, gay, abbronzate/i… E continueremo a chiedere il rispettolottando contro ogni forma di violenza e discriminazione

 

L’ignoranza è causa di transfobia eviolenza. Per questo è importante informarsi sulle differenze e le specificità.Qui c’è un brevissimo glossario, che umilmente tenta di chiarire alcuniimportantissimi concetti 

 Identità di genere è la consapevolezzadi appartenere al genere femminile e/o maschile così come sono concepiti dallacultura di appartenenza e dall’immaginario collettivo, cioè il sentirsi donnae/o uomo. Non è dunque determinata dal sesso biologico di nascita

 Ruolo di genere è l’assunzioneconcreta di atteggiamenti e comportamenti che culturalmente corrispondono algenere a cui si sente di appartenere

 Orientamento sessuale è l’esserelesbiche, gay, bisex o etero. Lo si deduce dalla scelta del partner sessuale.Non è definitivo. Non è legato all’identità di genere

 Travestito/a (o crossdressing) persona cheutilizza abbigliamento ed accessori del genere opposto per piacersi e/opiacere. L’orientamento sessuale del/la travestito/a può essere etero, gay,lesbo, bisex… Sono persone consapevoli di appartenere al loro genere e sessobiologico ma che, per vari motivi, sentono il bisogno di indossare gli abitidel genere opposto. Inoltre il travestito è perfettamente contento di rimanerecon il corpo in cui è nato.

 Transessuale persona la cuiidentità di genere è in movimento assumendo sia fisicamente che mentalmente lecaratteristiche sociali dell’altro sesso, scegliendo o meno di sottoporsi acure ormonali o interventi chirurgici. È un preconcetto pensare che latransizione avvenga solo dal maschile al femminile. L’orientamento sessualedel/la trans anche qui può essere etero, gay, lesbo, bisex... È inoltre unpregiudizio pensare che un/a trans si prostituisca; il problema sta nel fattoche per un/a trans è difficilissimo trovare lavoro e spesso la prostituzionediventa una sorta di scelta obbligata

 Intersessuale chi presentacaratteristiche o morfologiche o gonadiche o cromosomiche non definibili néesclusivamente maschili né esclusivamente femminili; secondo questa definizionesono riconoscibili come intersessuali tutte quelle persone che dal SistemaSanitario Nazionale sono considerate affette da disordini delladifferenziazione sessuale. L'unica forma di intersessualità riconosciuta dallasanità è l'ermafroditismo, in cui sono evidenti sia gli organi genitali esternifemminili che maschili, quindi riconoscibile ad occhio nudo

 Lesbofobia atteggiamenti epratiche discriminatorie violenti (psicologicamente e fisicamente) che sifondano sul maschilismo e il sessismo - che colpisce indistintamente lesbicheed etero - e sull’omofobia. Questa combinazione di discriminazioni e violenzesi concretizzano nell’odio e/o nell’indifferenza che porta all’invisibilitàdelle lesbiche dal punto di vista sociale, sanitario, istituzionale…

 Omofobia insieme didiscriminazioni e violenze su ogni soggetto non-eterosessuale. È uno strumentodi oppressione dell’etero-patriarcato. Serve a ignorare o sottomettereverbalmente (attraverso insulti, linguaggio), fisicamente, socialmente eistituzionalmente (con l’ ineguaglianza dei diritti) i gay, le lesbiche e, perignoranza, i/le trans, che come già detto, non sono necessariamente omosessuali

 Transfobia è una duplicediscriminazione: dal “basso” (sguardi, commenti, insulti, violenze, esclusione,indifferenza) e dall’ “alto” (stato e istituzioni). Quest’ultimo tipo didiscriminazione comprende varie discriminazioni, tra cui una è l’ambiguitàanagrafica - ildocumento non corrisponde all’identità sociale del/la trans. Questo punto creadiscriminazione in tutti gli ambiti: assunzione, apertura di un conto in banca,prendere un volo aereo, stipulare un contratto... Un/a trans può cambiare idati anagrafici solo dopo la terapia con lo psicologo, tre anni di terapiaormonale e interventi chirurgici massici per la rassegnazione del sesso.

Il motivo principale dell’esistenza dellatransfobia è il superamento da parte del/la trans del supremo tabù del generefisso per uomo e donna

Per la giornata mondiale per la lotta contro l' AIDS

Inviato da tiresi | 1 Dic, 2008

IL VATICANO PROMUOVE LA MORTE 


L'AIDS ha fino ad oggi causato oltre 20 milioni di vittime nel mondo e il contagio riguarda 42 milioni di persone. Il preservativo è l'unico metodo di prevenzione efficace contro l'HIV e contro molte altre MST (malattie sessualmente trasmissibili), diversamente da quanto affermato dalle alte gerarchie cattoliche falsamente e senza alcuna competenza tecnica in merito: 

"Il virus dell' HIV è circa 450 volte più piccolo dello spermatozoo, e quindi può passare facilmente tra le maglie della rete formata dal condom. Questo margine di insicurezza dovrebbe obbligare i ministeri della sanità e tutte le organizzazioni che ne consigliano l'uso, a trattare il problema come si fa per le sigarette, dove si dichiara che sono un pericolo"                                   

Alfonso Lopez Trujillo, presidente del pontificio consiglio per la famiglia 

   Papa Benedetto XVI si è opposto in più di un'occasione all'uso di questo metodo di prevenzione dichiarando che solo il matrimonio permette una pratica sessuale moralmente accettabile e alimentando superstizioni e falsità sull' uso del profilattico.

   Le posizioni e le dichiarazioni del Vaticano hanno un effetto devastante sul piano della prevenzione in Europa e soprattutto nei Paesi in cui l'accesso all'istruzione ed alla sanità è difficoltoso. Basti ricordare questo genere di campagne in Uganda e in Congo e le posizioni di molti vescovi africani, tra cui il keniota Raphael Ndingi Nzeki, che continuano a sostenere come l'uso del preservativo faciliti l'estensione dell'epidemiaIl Programma delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS (ONUSIDA) stima che un quarto dei sieropositivi del pianeta sono di confessione cattolica.

   E' troppo facile lavarsi le mani dalle responsabilità sulle politiche neo-colonialisti, delle quali il Vaticano è criminosamente complice, attribuendo i milioni di morti in Africa, non al colonialismo stesso, bensì all' AIDS.

   Ricordiamo anche l'attacco dei gesuiti, in piazza del Gesù Nuovo, il primo Dicembre dell' anno scorso, contro il banchetto promosso dall' Arcigay in cui venivano distribuiti profilattici gratuitamente.

   I profilattici continuano ad avere un prezzo esorbitante, le strutture sanitarie pubbliche non fanno nulla per permettere l'accesso a questo importantissimo mezzo di prevenzione né vengono organizzati corsi di educazione sessuale nelle scuole per informare i/le giovani sulle MST e i metodi contraccettivi.

   Solo una sessualità libera dalle coercizioni ecclesiastiche, fondata sull' autodeterminazione degli individui, sull'educazione alla prevenzione, priva di pregiudizi ideologici e con il sostegno di politiche concrete volte all'aiuto dei/lle ragazze/i può permettere una consapevole scelta sul proprio corpo e sulla propria vita.                            

GRIDIAMO TUTT@ INSIEME:                                                             FUORI I PRETI DALLE NOSTRE MUTANDE! 

COLLETTIVO QUEER  TIRESI@

NAPOLI 1/12/2008                                tiresi@email.it